Editoriale: Ma questo mercato?

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Mi va di spendere due parole su quello che sta succedendo al momento nel mercato smartphone, chi si informa quotidianamente molte cose le saprà già, ci tengo a fare un punto della situazione soprattutto per chi non ha l’abitudine di farlo.
Un aspetto che mi ha colpito abbastanza in questi ultimi giorni è il fiorire di queste piccole aziende orientali (se non esclusivamente cinesi) che stanno emergendo. Alla parola cinesi molti di voi penseranno subito al mercato dei cloni e altre imitazioni fatte più o meno bene, ma qui stiamo parlando di aziende che stanno venendo su con le proprie forze, imparando dagli errori dei più grandi e prendendo spunto dai loro successi, che sommata alla facilità di produrre uno smartphone al giorno d’oggi abbiamo come risultato dei prodotti paragonabili ai top di gamma del momento ma a prezzi molto più accessibili.
Come dico sempre io, un conto è copiare spudoratamente, un altro è prendere ispirazione, anche se comunque equivale a mettersi in coda a chi ha idee più rivoluzionarie. Parlo in special modo di Oppo, una azienda con sedi comunque in tutto il mondo, del cui CEO sembra sia un grande fan di Steve Jobs (finalmente qualcuno che lo ammette) e ne imita atteggiamenti, strategie, marketing, eccetera, ma con risultati secondo me ottimi. Sono rimasto stupito da Find 5, un terminale sulla carta all’altezza degli attuali top di gamma come S4, One e Xperia Z, con un design accattivante quanto i concorrenti e prestazioni a quanto dicono loro al pari se non superiori, il tutto ad un prezzo di listino molto più basso, parliamo di 430 euro anzichè i 700 degli altri 3. Ma quello che apprezzo di più di Oppo è la parte marketing, come appunto detto, ispirata ad Apple come concetto ma realizzata in modo diverso: pochi prodotti, interfaccia del sito minimale e chiara, packaging di alto livello con un apertura a mo’ di pavone della confezione, e una voglia di essere rivoluzionari che traspare in ogni cosa che fanno, anche se i mezzi, per il momento, sono quelli che sono, ma apprezziamo lo sforzo.
Resto ansioso di poter prendere presto in mano un Find 5 per poterlo recensire sul blog e anche di vedere le prossime mosse di questa azienda, che sicuramente farà la sua ombra nel mercato degli smartphone, e, sperando che i prezzi non comincino a lievitare, cominci ad entrare nell’opinione comune che per avere delle ottime prestazioni non è più obbligatorio spendere 700 euro, ma si può avere lo stesso a molto meno.
Oppo è l’azienda che secondo me è la più degna di nota tra le emergenti, ma troviamo in quel segmento altri nomi più o meno noti come Huawei, Meizu, Ekoore e tanti altri.

Parliamo brevemente anche di smartwatch. Samsung, Apple, Snapdragon e Google sembra stiano facendo a braccio di ferro su chi uscirà prima degli altri sul mercato con questo tipo di prodotto, prodotto di cui si sta parlando solo da qualche settimana, e, a mio avviso, troppo prematuro come categoria di prodotto.
Non sono ancora andato a informarmi su cosa potrà fare realmente uno smartwatch, tenendo conto che di orologi sincronizzati via bluetooth con il telefono ne esistono già da 6-7 anni e di altri con tanto di sim integrata cinesi vengono venduti da un altro paio, tutto questo rumore mi dirà che si tratterà con molta probabilità di un vero smartphone da polso, non un semplice cellulare. A questo punto mi faccio delle domande: cosa ci posso realmente fare con questo dispositivo? Per telefonare vivavoce, auricolare o in stile Michael Night? Sostituirà il mio Android? E con quel display così piccolo funzioneranno tutte le app? E se devo scrivere?

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Molte di queste domande riceveranno risposta quanto prima appena vedremo i primi modelli presentati e commercializzati, ma, secondo me manca ancora la maturità, sia a livello tecnologico, sia a livello di apertura mentale dell’utente medio (esempio: siamo pronti a vedere in giro gente che indossa perennemente dei Google Glass?). Un dispositivo da polso lo vedrei utile probabilmente come nei film, che prende tutto l’avambraccio, lo schermo viene proiettato nell’aria e ovviamente in 3D con tanto di touch, ma un orologetto del genere con la tecnologia odierna lo vedo al massimo per leggere gli sms e dirmi il meteo di oggi piuttosto che vedere un paio di notifiche sui social, niente di più.
Stiamo quindi a vedere quello che ci verrà presentato nelle prossime settimane, e rimaniamo con la mente aperta ma i piedi sempre per terra!

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