Meizu MX4: La Recensione di Venny

Parliamo della versione internazionale con firmware I, 32 Gb di rom, le altre caratteristiche dello smartphone se state leggendo questo articolo probabilmente le sapete già.

Al primo impatto si è presentato freddissimo (arrivando con il corriere in pieno gennaio), scocca in plastica inclusa, un bellissimo effetto perchè me lo ha fatto immaginare come se fosse tutto in metallico. Prima ancora di accenderlo cover e pellicola, essendo io il solito maniaco della perfezione.

Si accende, parte questo bellissimo fumetto azzurro con il logo Flyme, con questo sfondo bianco che difficilmente viene usato nelle interfacce, sembra quasi che si abbia paura di lasciare vuoto qualcosa, mentre Meizu ha saputo mettere in piedi uno stile minimalista con spazi ed elementi ben proporzionati (cose per noi designer paranoici) con sfondo bianco, senza farlo mai sembrare scarno o incompleto. Per questo Flyme mi ha sempre dato un senso di ‘diverso’, di alternativo, se l’iPhone non fosse mai stato prodotto direi che questo MX4 è l’oggetto che vorrei avere in mano quando non ho le mani appoggiate alla tastiera del mio Mac (chi è Mac user come me da prima del 2007 ha già vissuto questo tipo di sensazione prima che l’iPhone venisse al mondo).

 

Software

Flyme è una rom che ha pochi fronzoli, minimale, semplice ma ha tutto quello che serve. In un mese di utilizzo, lo ammetto, ho installato Nova Launcher per qualche giorno perchè ero a dir la verità infastidito da alcune icone originali che desideravo cambiare, per poi tornare nuovamente sul launcher stock che mi sta dando tutto quello di cui ho bisogno. Ho tenuto anche il tema standard, perchè quelli nello store Flyme semplicemente non mi sono piaciuti, non sono curati come dovrebbero essere secondo me, e dove si riesce a trovare un bel tema icone lasciano a desiderare i layout per le app di terze parti, quindi ho semplicemente fatto finta che lo store temi non esistesse.

L’utilizzo di tutti i giorni viene arricchito da un paio di chicche sotto forma di gesture: doppio tap per accendere e spegnere il display, come tutti, ma c’è di più: sempre a schermo spento swype in basso per aprire la tendina notifiche, swype in alto per sblocco senza passare dalla lock screen, swype a dx e sx personalizzabili. La chicca finale è il tasto home, se abbiamo deciso di nascondere la smartbar il tasto indietro lo si farà con uno swype dal basso verso l’alto partendo dal tasto home, una pressione prolungata sul tasto home invece farà spegnere il dispositivo. Praticamente il tasto power posto in cima al telefono è scomodo, ma non lo useremo quasi mai.

Con l’aggiornamento alla Flyme 4.2.2.1 (che al momento è solo A ma a giorni arriva la versione I) abbiamo anche lo smart touch, una funzione presa dal fratello maggiore MX4 Pro, che non è altro che un tasto floating che possiamo mettere dove vogliamo dal quale possiamo passare da una app all’altra del multitasking con un singolo swype, abbassare lo schermo in stile Apple per raggiungere le icone alte, tasto back e qualche altra opzione. Unica pecca è il decidere dove metterlo, perchè potrebbe dare fastidio o essere toccato involontariamente, a voi la scelta, ricordate che quando esce la tastiera esso si sposterà in alto per non intralciare la scrittura.

 

Anatomia dello smartphone

La domanda è sempre la solita: lo si riesce ad usare con una mano? Sni. Io che ho le mani grandi riesco ad utilizzarlo con una mano, con un po’ di cautela se non ho la cover perchè è abbastanza scivoloso, ma l’ergonomia per essere un display da 5,36″ è davvero buona, e soprattutto quasi 9mm di spessore in un era dove i top di gamma sono da 6mm. Una cover in gomma è sempre la soluzione migliore, per proteggerlo e per dare un grip più sicuro, oppure, come ho fatto io, ho acquistato delle back cover alternative che con mia sorpresa sono leggermente gommate, e danno un filino di grip in più al telefono, oltre che dare una bella sensazione al tatto.

Rimane un telefono che suscita curiosità a chi ve lo vede in mano, il pannello frontale è pulito senza scritte, solo il tasto home, il retro coerente e stondato, con il logo Meizu che la gente dopo averlo letto storgerà la bocca e vi dirà: “mmm.. mai sentito… Bello però!”

Lo schermo è completamente piatto, niente stondature, i sensori sono in alto al centro affianco allo speaker quindi in posizione ottimale da non essere coperti accidentalmente come con Sony Z3 Compact ad esempio, e la forma dello schermo permette di installare una pellicola in vetro temperato (o pellicola classica) che non lascia spazi non protetti.

La fotocamera posteriore è protetta da un vetro anch’esso in Gorilla Glass 3 come il pannello anteriore, sembra un dettaglio di poco conto, ma se avete avuto prima un telefono con la fotocamera protetta da un normalissimo vetro temperato vi siete accorti che si rovina molto presto, essendo questa fotocamera del diametro di 15mm Meizu ha fatto un ottima scelta.

Altoparlante e microfono sono posti sul bordo inferiore del telefono, con connettore al centro, per me la posizione migliore perchè in casi estremi in auto mi piace usare il telefono in vivavoce a mo’ di trasmittente, e avere altoparlante e microfono vicini è comodo, il microfono è inoltre in una posizione dove difficilmente lo copriamo con le dita in fase di chiamata.

Volume sul bordo sinistro e sul bordo superiore troviamo jack per le cuffie (che avrei preferito sotto, purtroppo quelli che lo fanno sono sempre troppo pochi), e tasto di accensione, che, a primo impatto può sembrare in una posizione scomodissima, ma le gesture dello schermo permettono di non doverlo usare praticamente mai, se fosse stato posto sul lato destro sarebbe stato di intralcio sia per l’impugnatura che per eventuali cover, bene così Meizu, hai pensato a tutto.

La back cover abbiamo detto che è removibile, sotto la back cover l’unica cosa che possiamo fare è inserire la SIM,  la batteria non è removibile e non c’è alloggiamento per SDCard (per fortuna). Una piccola raccomandazione direttamente da Meizu che è bene inoltrare: l’alloggiamento della SIM è MicroSim, Meizu raccomanda di non usare adattatori perchè il vano è davvero molto fragile, io ne ho usato lo stesso uno ma molto sottile, e non ho il vizio di cambiare SIM spesso e quindi va bene così. Se avete un adattatore tipo quelli vecchi della Puro azzurri buttatelo via piuttosto che rovinare l’alloggiamento del vostro Meizu.

 

Fotocamera:

Un punto focale (scusate il gioco di parole) di questo telefono. Non tanto per i numeri (sensore 20 MP Sony), ma per le opzioni che da. Sony monta la stessa fotocamera sui suoi Z3, dove ha fatto un egregio lavoro con la modalità Automatico Superiore come abbiamo visto nella recensione di Z3c, ma l’ha castrata con tutte le limitazioni software. Se vogliamo attivare una opzione dobbiamo scendere di MP, in poche parole i 20 non li si usa mai, mentre Meizu ci lascia più carta bianca, anzi, ci permette addirittura di impostare una apertura di otturatore fino a 20 secondi, oltre che allo zoom manuale, se sappiamo come usarli possiamo davvero divertirci con questo sensore.

La modalità Macro è davvero spaventosa, i dettagli sono davvero ottimi, e in modalità automatica se la cava bene in ogni caso, a patto che non avete il telefono rallentato per qualche motivo come è successo a me, il punta e scatta comincia a diventare un vero e proprio incubo, ma ne parleremo dopo.

Dimenticavo di parlare del flash dualtone che darà alle foto fatte con il flash dei colori più naturali e non ci farà sembrare delle mozzarelle nelle foto al buio.

C’è anche uno scanner per QRcode integrato nella fotocamera come fa MIUI (ci voleva tanto?), e la possibilità di applicare degli effetti alle foto direttamente mentre scattiamo. Griglia, HDR e autoscatto completano questa fotocamera, in una interfaccia semplicissima da usare e intuitiva.

Una feature che non avevo mai visto da nessuna parte si chiama Campo Luminoso (le traduzioni su questo Meizu vi lasceranno un pochino perplessi, abituatevi), dove farà una serie di foto con vari punti di messa a fuoco, e voi dopo averla scattata potrete scegliere quale particolare mettere a fuoco.  Molto interessante.

Moltissime impostazioni quindi per la fotografia manuale, ma il punto debole di questo dispositivo è proprio il punta e scatta, la messa a fuoco automatica non ne azzecca una, e il sensore è davvero lento a catturare e salvare l’immagine.

 

Utilizzo di tutti i giorni:

Questo è il test più importante. Premetto una cosa, io ho fatto l’errore di tentare di installare Xposed Framework per utilizzare un modulo per lo sblocco da utilizzare con MiBand, non solo non ha funzionato ma mi ha inchiodato il telefono con lag degni dei peggiosamsung di fascia bassissima, tolto quello e ottimizzato il sistema con una pulizia generale tutto è tornato a viaggiare a dovere, senza lag o incertezze, anche se mi è rimasta un po’ quella mezza fobia dei rallentamenti che avevo prima. Come vi dicevo, persino la fotocamera andava a risentirne, scattando foto interi secondi dopo il suono dell’otturatore o bloccandosi in schermate bianche per decine di secondi. Tutto questo non esiste più, state alla larga da Xposed Framework sul vostro MX4 e non avrete preoccupazioni di questo tipo.

La maneggevolezza per ora non mi ha mai deluso, ne mi sento di lamentarmi delle dimensioni generose di questo dispositivo, forse in tasca comincia ad essere ingombrante, ma penso sia una questione di abitudine, vediamo in estate come sarà avere un 5.36″ pollici in tasca. Lo schermo non delude mai, grande e luminoso a sufficienza, buona la visibilità sotto il sole (anche se di sole ne abbiamo visto poco in queste settimane), e l’audio in chiamata mi sembra buono, non sono un fanatico dell’audio in chiamata, per me o si sente bene o si sente male, non penso ci sia troppo da dilungarsi in questo. Altro discorso sul reparto audio, che mi è piaciuto, sia per l’interfaccia semplice e pulita, sia per la qualità audio. Se ascoltiamo della musica dallo speaker del telefono il volume sarà bello alto, un suono preciso e netto, ma senza troppi bassi. L’audio in cuffia è decisamente migliore, più carico e c’è la possibilità di equalizzarlo qualora usiamo il lettore integrato, sia con un classico equalizzatore che usando i render audio Dirac, che andrebbero usate in relazione a delle cuffie specifiche che trovate nel menù, ma con un po’ di fortuna si riesce anche a trovare la giusta combinazione per le vostre cuffie, ad esempio, per le mie UrBeats mi sono trovato benissimo con il render audio delle Sennheiser IE8I, che mi garantisce un suono bello carico e ammorbidisce un pochino i bassi eccessivi di queste splendide cuffie, che altrimenti mi farebbero venire il mal di testa dopo 15 minuti di ascolto con i miei volumi. Dimenticavo una cosa importante: con l’ultima versione del lettore musicale è stato introdotta la possibilità di cercare della musica e scaricarla in M4A sul dispositivo, in qualità standard gratuitamente, se volete avere qualità superiore bisognerà pagare in rubli, rupie o septim, non lo so, purtroppo i servizi a pagamento cinesi continuano ad essere difficili da usare per noi occidentali.

In chiamata zero problemi, posizione degli altoparlanti e microfoni ottimale, si collega facilmente ai dispositivi bluetooth a patto che quando vengono disconnessi siano questi ultimi a disconnettersi per prima, un uscita di portata potrebbe crearvi dei problemi alla riconnessione.

In tasca il display non si accenderà inavvertitamente, il sensore di prossimità quando sente che c’è qualcosa davanti disattiva il touch, ottimo sotto questo aspetto. Per raggiungere velocemente i toggle rapidi nella tendina basterà un swype down da schermo spento, un doppio swype per la vista estesa dei toggle, elegante e funzionale.

La batteria con gli ultimi aggiornamenti mi fa arrivare fino a circa le 18 di sera, 9 ore fuori di casa e un intenso uso di messaggistica e social.

Bugs? Certo, eccome. Cominciamo dalla riproduzione della musica: utilizzando un diffusore bluetooth esterno ogni tanto la musica cambia velocità, tipo rallenta e poi recupera dopo qualche secondo. Se ascolto musica con un’altra app tipo Soundhound dopo qualche minuto si ferma la musica, non sono ancora riuscito a capire se è per colpa di qualche notifica in arrivo oppure il sistema mette in stop l’applicazione, in ogni caso fastidiosissimo. Tastiera, questo ormai lo sanno tutti, tornare a modificare il testo scritto è un incubo se usiamo tastiere come stock Google o Swiftkey, bisogna puntualmente confermare la parola e riprovare ad azzeccare il punto esatto del testo, odioso, soprattutto se abbiamo fretta. Il discorso notifiche non mi è ancora chiaro, dopo un ora che non guardiamo il telefono le notifiche non arrivano più, se poi apriamo Whatsapp (o FB o Instagram o tutto il resto) arriva tutto di colpo, succede anche se teniamo Whatsapp sempre bloccata in esecuzione.

 

Giudizio finale:

Meizu ha sicuramente inventato qualcosa di diverso, innovativo e con un carattere tutto suo, ma purtroppo l’impressione è che la community che ci sta alle spalle per lo sviluppo delle rom sia sempre troppo tirata per fare delle vere e proprie innovazioni come vorrebbero, lo dimostrano i periodici aggiornamenti perennemente in ritardo, soprattutto per i possessori dei terminali in versione I. Le idee per l’utilizzo di tutti i giorni come ad esempio le gestures sono ottime, una volta cambiato dispositivo sarà dura abituarsi nuovamente, però si è tralasciato altri aspetti più importanti come la stabilità delle app di terze parti, che costituiscono una vera e propria scomodità, soprattutto nelle situazioni limite quando si deve fare una cosa al volo e in fretta. Speriamo che il team di sviluppo possa riuscire a risolvere il tutto al più presto e rendere quasi perfetto questo terminale.

Il periodo con MX4 è finito, a breve toccherà al suo principale concorrente: Xiaomi Mi4! Stay tuned!

 

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